Acrë (misura di terreno agricolo) AKUR (coltivare)
Babbë (padre) BAB (padre, nonno, parente)
Giubbë (giacca) G’UBB (vestito)
Ulmë (che non può bere) LM (muto, pieno di collera)
Varrë – Riellë (stecca, pezzo di legno) WAR–IRY
(legno)
Arretë (dietro) ERETU – ARUTU (dietro,di spalle)
‘A Uallërë (scroto, ernia) AWIL – WALA (testicoli,
vulva)
Talurnë-Tiriterë (parlare)TAR-TAR( chiacchiere)
‘A Cellë (membro) CIL-CIUL (seme- sperma)
Aghecchë-A qua (qui) HK – HK’H (qui)
Ignë (riempi) YGN (lavoro)
Tëlëcà–Tëlëchillë (solletico)T’TL’YL
( materiale di leggera copertura, velo di copertura, che sfiora)
‘A Candërë (recipiente, anfora, porta acqua) K’NDR
(forziere di argilla)
‘A Cozzëchë-scuzzëquë (caccola, scaccolarsi)
KUZ – K’ZZ (crosta, essere secco)
Allapposë (che rimane la bocca amara, non digeribile) LAP (milza,
fegato)
Tacca tacchë (fare a metà, a fasce) T’HK (mezzo, fascia,
guaina)
Zochë (fune, corda) ZAW (fune)
Garbenë (vento caldo dall’Africa) Kirb (essere caldo, bruciare)
‘A Loffë (peto silenzioso scorreggia puzza) L’HFF (cattivo,
maligno)
‘U mucchë (sorso) MUK (succhiare, bere)
Semë na morrë (siamo tanti come un gregge) M’R (Pecore)
‘A Cavotë (fosso porta cibo, grano ecc) AWT (Cibo)
T’abbuttë (ti gonfi, ti sazi) T’BWT ( ricchezza, troppo
benessere)
Tiellë(antica pentola, recipiente di legno) TIAL (legno bianco, cedro,
tazza)
Mirchë (segno sulla pelle) MRK’H (linea di galleggiamento barca)
I dialetti sono considerati lingue popolari, volgari, di serie B rispetto
alla lingua comunemente parlata dai colti, ma così non è.
Ricordiamo poeti letterati della fama di Gioacchino Belli, Salvatore Di
Giacomo e Carlo Porta. I dialetti non sono altro che il risultato di una
stratificazione linguistica formatasi attraverso il tempo, come gli strati
geologici che osserviamo lungo i fianchi di montagne rocciose. Si vedono
le tracce di varie epoche dove hanno influito le svariate dominazioni.
Il Latino, il Greco, il Punico fenicio, l’Anglosassone, il Francese,
lo Spagnolo ecc…
Scopriamo la provenienza di altri vocaboli provenienti dalle suddette
dominazioni:
Issë = Lui pronome dimostrativo dal latino is-ea-id = egli –
quello;
Abbascë = Giù dallo spagnolo Abaja = sotto;
Sciarabballë = Calesse, dal francese Char a boes = carretto a due
ruote
Traijenë = carretto con cavallo da lavoro, dal francese Travaille
= Lavoro
Curnicchië = Vicolo, angolo dall’anglosassone Corner = Angolo
Sëchënenzë = seconda scelta, dall’aglosassone Second
hands = seconda mano.
Termëlë (Termoli)=TML (piattaforma sul mare da dove si scruta
il vasto orizzonte).
La mia ipotesi che Termoli nacque dalla distruzione da parte di Annibale
delle città costiere scomparse e che i sopravvissuti fondarono
Termoli che prese successivamente il nome dalla lingua parlata da Annibale
perché identificata come una piattaforma affacciata sul vasto mare,
non è troppo fantasiosa se, oltre che a corrispondere il periodo
del vuoto storico in analisi e cioè dal III sec. a.C. , momento
in cui la necropoli sul Sinarca cessa la sua funzione di cimitero di una
popolosa città distante alcuni chilometri, sia essa Buca o Cliternia
o Meles, fino al VI sec. d.C., cioè da quando compare per la prima
volta il nome Thermularum in una bolla papale, un vuoto di circa nove
secoli, corrisponde perfettamente anche l’Etimo della parola e del
significato di T’ML (Piattaforma da cui si scruta tutto il vasto
orizzonte.