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Vi racconto Termoli

Basso Caruso

Tratto dal libro inedito “Respiri d’antico”
di Basso Caruso

 

La mia città e la sua gente sono state più volte provate da tragici eventi nel corso della loro lunga esistenza; ma sono riusciti a risorgere trovando in se stessi la necessaria forza. Ecco perché Termoli non morirà mai! La devozione che si ha per il passato ci induce sicuramente ad essere meno indulgenti con il presente.
Tuttavia deve renderci più responsabili nel creare il futuro.
Il mio pensiero è che abbiamo troppo trascurato il passato, a volte irrimediabilmente.
Cementare zone particolarmente ricche di Archeologia, ignorare o dimenticare importanti ritrovamenti, costruire un serpente di cemento nel bel mezzo di una fantastica baia distruggendo la flora, la fauna e quanto di più bello e prezioso si aveva, lasciare che il progresso prorompente seppellisca la storia, è assolutamente da incoscienti! Per cui, raccontare Termoli, delle sue misteriose origini, pieno di vuoti storici, di incertezze geografiche e di dati e date errate il tutto avvolto in una nube di inverosimili racconti. In questi termini si può parlare della storia di Termoli, e della sua gente.


“Non fecero tanto scempio della città e del suo castello le ciurme barbaresche, quanto gli uomini della terra ferma del nostro tempo, con il loro smodato rincorrere i guadagni, e con l’uso smisurato del cemento.”
(Prof. Antonio Mucciaccio nella presentazione del libro “Il Castello di Termoli” di Antonietta Caruso - pag. 12).