Come ho detto
poco fa dobbiamo al periodo dell’invasione Longobarda l’arrivo
del corpo di San Basso a Termoli: I Longobardi nel conquistare il sud
d’Europa passando per la Gallia ricevettero una grande sconfitta
che ne rallentò la marcia al punto che dovettero aggirare l’ostacolo.
Cacciarono gli Ostrogoti dal sud dell’Italia , riorganizzarono un
grande esercito per rendere ai Franchi la vendetta. Un’occasione,
evidentemente, che il neo Conte di Termoli non si lasciò sfuggire,
e infatti partecipò a quella guerra. Nel pensiero dei cavalieri,
come era d’uso, vi era sempre l’orgoglio di riportare nella
propria terra, per renderla più ricca e importante, non solo tesori
ma Sacre reliquie di Santi. Così fu per il primo Vescovo di Nizza
San Basso che visse tra il II e III secolo d.C.. Iniziò il suo
episcopato intorno al 230, in seguito condannato a morte durante l’impero
di Decio e Valeriano dal prefetto Perennio nel 250 d.C.. Un martirio il
suo di grande dolore e sofferenze visto che fu martirizzato trafitto con
ferri roventi dai piedi fino al capo. Sulla presenza di questo glorioso
Santo vi è molto mistero, ci sono studi tuttora in corso come ci
riferisce Don Marcello Paradiso nel suo meraviglioso libro “San
Basso patrono di Termoli”, ma un fatto certo c’è, ed
è che il corpo di San Basso è custodito da tempo immemorabile
nella nostra bella e importante Cattedrale, e che il popolo lo venera
come Patrono della città e protettore dei marinai con grandiosi
festeggiamenti il 3 e 4 agosto che è la data della traslazione
da parte di Mons. Tomaso Giannelli, (autore della doppia relazione ad
limina che contribuì ancor più al mistero della provenienza
del Santo) e il 5 dicembre data certa del suo martirio come risulta dal
martirologio romano. Nella seconda relazione il Vescovo cambia la provenienza
del Santo facendolo provenire dalla vicina Lucera dove un San Basso e
successivamente un San Pardo furono i primi vescovi nel II sec. d.C. ma
che non può essere provato, unico documento è una fonte
medioevale molto successiva.
La figura del nostro glorioso Santo diventa sempre più interessante
e misteriosa quando veniamo a scoprire che a Venezia c’è
una calle detta di San Basso ed una chiesetta nella stessa calle ormai
sconsacrata nel 1810 che porta il suo nome.
Dunque, a Venezia c’è la presenza del Santo venerato dai
termolesi e rivendicato dai maranesi (Cupra Marittima nelle Marche) con
una diatriba che ormai dura da secoli. Passando per le strette vie veneziane
quasi all’improvviso si entra nel quartiere San Basso proprio di
fianco alla basilica di San Marco e si può ammirare l’edificio
della ex chiesa ben conservato, specie quel prospetto laterale opera di
Baldassarre Longhena che presenta fregi e colonne di ottima fattura e
che guarda la piazzetta dei Leoncini detta anche Piazzetta San Basso.
L’interno è stato ristrutturato e ospita una galleria d’Arte.
Uscendo dalla ex chiesa, avanzando verso San Marco, si osserva il lato
nord della meravigliosa Basilica che custodisce all’interno di un
tempietto gotico la statua in pietra del Santo. Sembra osservare dall’alto
il suo quartiere e sembra vegliare sulla la sua parrocchia. La figura
di San Basso è presente anche all’interno della Basilica
di San Marco tra i bellissimi Mosaici che coprono per centinaia di metri
quadrati le pareti e la posizione quasi corrisponde a quella della statua
all’esterno. Credo che anche qui i ricercatori potrebbero approfondire
le conoscenze sul Santo consultando i moltissimi testi custoditi nelle
varie biblioteche veneziane, magari facendo finalmente piena luce sulla
questione con Cupra nelle Marche, con Lucera in Puglia, con Nizza in Francia
e secondo alcuni studi del Cardinale Baronio ci sarebbe un altro San Basso
Vescovo di Micene in Bitinia in Asia Minore.