Il territorio termolese, compreso nell’attuale Basso Molise, in tempi storici faceva parte della Frentania. Oggi siamo sicuri della etimologia del nome che sicuramente proviene da Frento o Frentone oggi Fortore, fiume che tracciava anche i confini con l’Apulia ed il popolo Dauno a Sud/Est, a Nord/ Est è bagnata dall’Adriatico mentre a Nord/Ovest a delinearne il territorio era il fiume Aterno oggi Pescara con il popolo dei Marrucini e a Sud/Ovest i Pentri. Aveva un fronte lungo il mare Adriatico di circa 80 chilometri e dalla parte interna confinava con i Peligni ed i Sanniti. Naturalmente ci sono diverse opinioni, gli storici antichi quanto quelli moderni, con le loro insicurezze, con gli errori geografici e ortografici hanno contribuito nei secoli a fare confusione, anche quelli più accreditati, forse per invidie o semplicemente per campanilismo, hanno detto o scritto inesattezze che poi, a loro volta i successori hanno riportato per vero.

Capitale indiscussa della Frentania era Larinum oggi Larino, che custodisce
pregevolissime antiche strutture, strappate alle mani distruttrici dell’uomo
ad onor di progresso e messe bene in mostra risultando con Saepinum oggi
Sepino ed Altilia, città Sannite, grandi attrazioni archeologiche
e quindi turistiche del Molise.
Le principali città Frentane oltre la capitale “Larinum”
erano Histonium (Vasto), Hortona (Ortona), Anxanum (Lanciano), ed altre
completamente scomparse come Buca (Termoli?), Cliternium (San Martino
o Campomarino?) e Usconium(Guglionesi o San Giacomo?), intendo includere
in questo elenco di città scomparse anche Olivoli, Laureto e Geronio,
o Gerunio che sorgevano a sud del Fortore nella Daunia (V. Masciotta,
lb., IV, p. 449).
Allora possiamo osservare che nel raggio di pochi chilometri sono scomparse
alcune antiche città, è possibile che non ci sia neanche
la minima traccia di quelle che erano gloriose città? Certo che
ci sono tracce, specie nel circondario termolese.