
Pubblichiamo un giudizio della poetessa e scrittrice napoletana Anna Aita
sulla recente opera monografica di Antonio Crecchia dedicata a Carmine Manzi, di Mercato San Severino (Salerno), noto e prolifico rappresentante della cultura italiana contemporanea.
ANCORA UNA MONOGRAFIA PER CARMINE MANZI DALL’ILLUSTRE PENNA DI ANTONIO CRECCHIA
Antonio Crecchia, noto e stimato critico del nostro tempo, ci offre, di Carmine Manzi, una monografia completa al cento. In essa, tutto, di questo famoso uomo di lettere, viene reso noto: la personalità, la vita, le opere, le molteplici attività; la sua nobile anima. L’insieme viene offerto con metodo e chiarezza, sicché del Manzi credo non vi sia più nulla, o quasi, da scoprire.
Le molteplici notizie vengono proposte in maniera gradevole e leggera, così che il volume, che pure conta circa 300 pagine, si rivela una piacevole lettura.
Il nostro critico introduce il lavoro con una dettagliata cronistoria dei suoi rapporti con il Manzi, dalla loro nascita, nel 1991, ai giorni d’oggi e sono, queste pagine, molto particolari in quanto scritte con la mano del cuore: c’è, in esse, delicatezza, poesia, amore.
Nell’impegno di far conoscere, in profondità, l’Autore recensito, Antonio Crecchia non si accontenta di esprimere il suo pensiero, ma associa ad esso concetti detti o scritti da personaggi di indubbia valenza letteraria: Guido Cecchi, Francesco D’Episcopo, Maria Grazia Lenisa, Enzo Todaro, Luigi Pumpo, Maria Teresa Epifani Furno, Domenico Defelice e tanti altri.
Descrivendo il cammino poetico dell’Autore, l’esegeta parte dalla prima raccolta pubblicata, sottolineando come, dopo 65 anni da “Parve faville”, “le piccole scintille sono andate via via intensificandosi, acquistando luce sempre più intensa, fino a suscitare bagliori destinati a durare nel tempo”.
Già nelle pagine introduttive, vengono messi in primo piano l’amore del letterato per i giovani e quanto egli ha dedicato per la elevazione spirituale e culturale dei giovani nella società. Un compito delicato ed importante, una vera e propria missione, particolarmente in un tempo in cui i valori vengono azzerati per mettere in primo piano le soddisfazioni personali.
Terminata questa parte, la scrittura si addentra nella vita personale del fondatore del Premio Paestum ricordandone le tappe fondamentali: nascita, studi, matrimonio, figli, attività accademica e giornalistica, elenco delle opere pubblicate, titoli e premi ottenuti. Seguono commenti su diverse opere; sono pagine piacevoli da leggere perché, come in tutte le sue scritture, Antonio Crecchia, unisce alla semplicità del linguaggio, tanta cultura, non scevra da momenti di prosa poetica che ingentiliscono e donano leggerezza al proseguire dei tanti necessari concetti.
Dal volume in oggetto, viene fuori la ben nota, esemplare, figura letteraria. Leggiamo alcune delle motivazioni: Carmine Manzi ha dimostrato di essere un
“geniale, validissimo e infaticabile intellettuale”; un “cantore assorto e intimo del tempo”; di avere grande capacità di “osservazione sull’animo umano; di essere un paladino dell’amore “per aver insitito tanto sul ritorno nel mondo della pace e dell’amore tra le genti”.
Interessante il parallelo o, meglio, l’accostamento che l’Esegeta fa tra i Vangeli e il contenuto del volume “Lineamenti di critica e di letteratura”. Egli afferma che Vangeli e Lineamenti “Sono i poli estremi di uno stesso discorso. I Vangeli sono il punto di partenza; i Lineamenti sono il punto di arrivo”.
Come ho già affermato in apertura, la pubblicazione del Crecchia è vasta di argomenti. Tra le tante notizie, mi piace estrapolarne alcune un po’ particolari, delle curiosità, direi: cento anni dopo la morte di Giacomo Leopardi, avvenuta alla falde del Vesuvio, in un luogo non molto distante, Carmine Manzi pubblicava la sua prima opera poetica; la seconda informazione ci accompagna nello studio del nostro letterato poeta per mostrarci sulla scrivania “I Canti” del Leopardi e un “Registro d’onore”. Quest’ultimo è una preziosa attestazione: qui il nostro personaggio annota, da sempre, pensieri, incontri, testimonianze di affetto e di stima, tutto registrato con grande puntualità. Tra queste pagine, sono annoverati celebri personaggi, di cui l’Autore riporta qualche nome, appuntando anche i loro insigni pensieri sul Manzi. Quanto ci sarebbe ancora da dire su questa interessante scrittura? Quanti pensieri andrebbero rilevati e riportati? Mi fermo qua nella speranza di essere riuscita a dare una pur minima idea della grandezza e della validità di un’opera che onora due insigni personaggi del nostro tempo: Carmine Manzi e Antonio Crecchia.
Anna Aita
Antonio Crecchia: Carmine Manzi – Esemplarità e fertilità di una vita dedicate alla cultura (Edizioni Accademia Internazionale L. Mazzocco Angelone, agosto 2009, pag. 270, fuori commercio)