Collocata dagli
archeologi e dagli studiosi dal VI Sec. a.C., fino al III Secolo a.C.
si considera che essa proprio in questo secolo cessa la sua funzione,
mentre dai ritrovamenti di una strada pavimentata in ciottoli e di frammenti
di lavorazioni argillose, tegole, vasi, pesi da telaio e grumi d’argilla,
si può presupporre una fornace nella zona circostante fino al I
Sec. a.C.
Le tombe venute alla luce, ben 149 corredi tombali e tante altre distrutte
dall’aratro e dal tempo, per la loro relativa ricchezza fanno presupporre
che la seconda metà del VI Secolo a.C. sia stato particolarmente
florido sia dal punto di vista economico che demografico.
Ma la necropoli sul Sinarca c’è e ci dimostra senza alcun
dubbio che nelle vicinanze, almeno a due chilometri come era d’uso,
sorgessero uno o più centri abitati, molto estesa in larghezza,
parallela al corso del torrente Sinarca, si trova a meno di 3 km da Termoli
e a poco meno di 2 km dall’Aspro, una scogliera sommersa che si
estende dal così detto grattacielo fino ai ruderi della Torre di
Petacciato, ad una profondità media di 14 metri circa.