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La mia ipotesi

Ora, per contribuire a fare ancora più confusione, spero senza creare problema alcuno, proverò a formulare una mia ipotesi, tutta nuova.
Lungi da me, però, l’arroganza di volerla in alcun modo imporre, rischiando di defraudare, come dice il Ragni, la buona fede dei lettori; la mia è più una illusione fantastica di un creativo che vuole dire semplicemente la sua a modo suo. Per arrivare a questa mia ipotesi faccio risalire la fondazione di un sito chiamato Termoli ai tempi di Annibale.
Vi prego di osservare la carta qui accanto;

Carta degli spostamenti di Annibale
è la carta degli spostamenti di Annibale nel periodo dal 217 al 212 a.C. nelle nostre zone e come potete vedere il contatto con le popolazioni frentane c’è stato e chiunque abitasse sul sito o nelle vicinanze di esso, subì le vicende Puniche.
Annibale si alleò con le popolazioni sannitiche mentre quelle frentane rimasero fedeli a Roma.
Le città sannitiche furono non solo risparmiate da saccheggi e devastazioni ma ne subirono l’influenza culturale, quelle Frentane furono sottomesse, lasciando inevitabilmente le proprie tracce e non solo oggetti, ornamenti e armi ritrovate, ma ai popoli giunti a suo contatto, come notate dalla carta, lasciò il seme della sua lingua, quel Semito-Comito che con i suoi termini trova corrispondenze con i nostri dialetti come ci dimostra il Fratangelo che ha studiato profondamente il personaggio di Annibale traendo alla fine una stravagante ma concreta storia.
Leggendo il libro “Canne sul Fortore” scopro Vincenzo Fratangelo in tutta la sua cultura e testardaggine visto che, similmente come Don Chisciotte si scontra con i grandi della storia, lui coraggiosamente e con convinzione posiziona la famosa Battaglia di Canne non più sull’Ofanto ma sul Fortore e precisamente, come potete osservare dalla cartina, sulla Pianura dell’ischia Rotonda.

Anche l’ing. Giuseppe De Marco che in Settembre del 2005 ha tenuto una conferenza promossa dall’Archeoclub termolese della sua pubblicazione “La Rocca di Canne” fa un’appassionata e convincente ricerca sull’errore archeologico di Canne sull’Ofanto (WWW.laroccadicanne.it).
Ulteriore riprova di quello che asseriscono in modo inequivocabile non pongono solo i ritrovamenti, per lo più casuali ed effettuati da semplici appassionati come vedremo in seguito, ma danno un’esauriente spiegazione di come Annibale avrebbe sicuramente perso la battaglia sull’Ofanto proprio perché svolta su di una vasta pianura, quella del tavoliere. La vittoria di Annibale contro il più efficiente e numeroso esercito Romano avvenne grazie a guerriglie, imboscate e tranelli che ben si adattano alla zona impervia e collinare che circonda la pianura dell’ischia Rotonda oggi in parte invasa dal lago artificiale di Occhito.
Le alte colline di Celenza e Volturara, gli anfratti, i boschi e le depressioni sono congeniali ad un esercito in grande inferiorità numerica di uomini rispetto a quello Romano. Ma non solo i ritrovamenti e le tattiche belliche convincono il Fratangelo, soprattutto, la corrispondenza dei tanti termini semiti custoditi nel nostro dialetto fino ai nostri tempi.
Dopo la violenza delle armi, la cui eco ormai era spenta, la popolazione Apula e costiera, doveva percepire famigliare la presenza con la conseguente integrazione ed ibridazione della lingua, della cultura e della civiltà mediterranea. Il nuovo non poteva essere tanto dissimile dal vecchio, soprattutto in una zona di frontiera, in un punto di confluenza di tante civiltà, esposta all’influenza reciproca e a quelle che potevano venire dal mare. L’abbondante uso delle espressioni locali doveva fare il resto, dovevano legare la popolazione all’avvenimento.
Ecco lo strato comito-semitico, soprattutto aramaico, lingua franca del Medio Oriente ancora ai tempi di Gesù e che ancora oggi è parlata in alcuni paesi della Siria. Questa lingua ha una impronta chiarissima nella parlata della nostra gente che andò man mano arricchendosi dei contributi greco-bizantini, del volgare italiano e delle lingue dei conquistatori di turno, antichi e moderni, ma non ha perso ne tradito il suo impianto organico.
Il Fratangelo consulta i testi di Vladimir Orel-Olga-Stolbova, Hamito-Semitic Etymological, cit. e il Dictionary of the North-West, cit. di J. Hoftijzer & K.Jongeling, a lui forniti dall’amico Mohamed Fantar di Tunisi, li studia attentamente, ne confronta e paragona i termini dialettali chiaramente non provenienti dal Latino o dal Greco.
Da questo lavoro ho scelto una serie di vocaboli, quelli più interessanti e anche più divertenti, cercando di accreditare in qualche modo la mia ipotesi e cioè che Termoli derivi dal Semitico TML che vuol dire piattaforma sul mare, da dove si scruta il vasto orizzonte, pg. 1221 di Hoftijzer